Giovedì 12 dicembre 2013 alle 21:00

 

LEGGERE LA BEAT GENERATION

Selezione di scritti e opere di Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Gregory Corso, William Burroughs, Carolyn Cassady, Lawrence Ferlinghetti, Leonore Kandel, Peter Orlovsky, Lew Welch

a cura di Andrea Labate e Alessandro Manca

voci Andrea Abate e Alessandro Manca

chitarra Amerigo Lancini

sassofono Lionello “Lello” Colombo

Se tutto quello che sentiamo potesse essere detto sarebbe davvero bello…

 

Con questo spirito, di condivisione e crescita vicendevole i poeti Andrea Labate (Sondrio, 1987) e Alessandro Manca (Lecco, 1985) propongono, accompagnati da una performance musicale, una rilettura di alcuni tra gli scritti più affascinati e decisivi che hanno caratterizzato il movimento letterario e culturale definito Beat generation, nato e sviluppatosi a partire dal secondo dopoguerra negli Stati Uniti.

 

Beat: un termine che assume molteplici significati già in inglese, ed in italiano è tradotto e spiegato in varie accezioni.

Beat come beatitudine (Beatitude), la salvezza ascetica ed estatica dello spiritualismo Zen, ma anche il misticismo indotto dalle droghe più svariate, dall'alcol, dall'incontro carnale e frenetico, dal parlare incessantemente, sviscerando tutto ciò che la mente racchiude.

Beat come battuto, sconfitto in partenza. La sconfitta inevitabile che viene dalla società, dalle sue costrizioni, dagli schemi imposti ed inattaccabili. Beat come richiamo alla vita libera e alla consapevolezza dell'istante.

Beat come ribellione. Beat come battito. Beat come ritmo.

 

Nella lettura coesisteranno prose, riflessioni, poesie e lettere, senza aggiungere nulla a ciò che questi poeti scrissero in un mondo apparentemente distante e lontano dal nostro.

Materiale dalle grandi potenzialità catartiche, “Vita che diventa parola alla sua stessa sorgente”.

 

Ingresso con tessera Amici di Isolacasateatro (€ 3,00) + contributo artistico (€ 10,00)

 

per informazioni e prenotazioni: 02/4699490 - info@isolacasateatro.org

 

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Sabato 14 dicembre alle 21:00

presso il CENTRO STUDI ASSENZA (via Stromboli 18, Milano)

 

IO-DIMENTCO/OBLIDA

della dimenticanza estrema

 

di Paolo Ferrari

 

 

regia Paolo Ferrari

con Erika Carretta, Aurora Gasparutti e Ako Atikossie

musica in-assenza Paolo Ferrari

costumi Erika Carretta

luci Aurelio Colombo

Scena-Installazione I segni con ardore della dimenticanza

di Paolo Ferrari con Erika Carretta e Aurelio Colombo

 

Prova di pensiero per 12 spettatori

teatro in altro luogo presso Centro Studi Assenza - via Stromboli 18, Milano

 

 

Negli spazi del Centro Studi Assenza, sabato 14 dicembre 2013 primo appuntamento con il “teatro in altro luogo” della stagione di Isolacasateatro: un progetto del Centro Studi Assenza presentato in collaborazione con Isolacasateatro, una serata speciale che interroga chiunque sia di questo mondo, una prova-di-pensiero per dodici partecipanti, per chi si sofferma a sfidare colei-che-dimentica disposto a sperimentare la terribile condizione di vivere e dimenticare.

Per chi prova a nascere e poi – chi sa quando – a morire, a disperarsi, a piangere e poi ridere così forte fino a spazzar via il mondo che lo ha generato e che subisce la sua fine per poi, forse, ricominciare.

 

Oblida è colei che sa dimenticare.

Figlia di Io-dimentico, il “dio” che promette la possibilità di dimenticare e perciò di scegliere, distinguere, apprendere e conoscere, la donna ha la facoltà di dimenticare, ma allo stesso tempo prova la paura e l’angoscia di non ricordare più nulla. E’ l’esperienza, profondamente umana, della perdita dolorosa della memoria nelle gravi malattie del cervello senescente o nella mancanza nei primi atti di vita degli oggetti d’amore attraverso i quali il pensiero può formarsi e respirare.

 

Io-dimentico è costruttore di realtà e contemporaneamente distruttore di ogni mondo possibile. Può darsi che Oblida perda la memoria e che altre entità si aprano la strada attraverso i differenti scambi che avvengono incessantemente all’interno del nostro cervello-mente e nella sua interazione con un mondo che esso stesso costruisce? Sorgeranno possenti un pianto e una risata capaci di dar fine al mondo e di ricrearlo?

 

Prenotazione obbligatoria: 02/4699490 - info@isolacasateatro.org